Blogger: m0rgause
Nome: enrica
Libera professionista con un amore sconfinato per la conoscenza scrivo come terapia antistress. Mi piace andarmene in giro con la fantasia a colorare il mondo. Il Rosso per me è il colore del sangue-la vita e la morte, il divieto, la paura, gli ideali- mi ci perdo dentro... da qui il mio primo blog ProfondoRosso.

Partecipano


m0rgause dixit:
«Il successo logora chi non ce l'ha- parafrasando Andreottiforever>>
«La mal-dicenza è sempre frutto dell'impotenza psichica o fisica oppure di tutte e due>>
«Vorrei tanto trascorrere un S.Valentino con AlCapone... »
«La castità è una cosa bellissima: per questo va lasciata per la vecchiaia»
«Le bugie hanno le gambe corte ma spesso riescono a percorrere molta strada»
«Amo i riflettori: la mia pelle non ha bisogno di cerone,non soffre della luce diretta e calda anzi risplende... »
«Non toglier mai agli uomini i loro giocattoli»
«Le idee intelligenti spesso muoiono di solitudine»
«Chi cerca se stesso trova la linea occupata»
«L'unico modo per non invecchiare è morire giovani»
« Incredibile la velocità con cui gli invidiosi si trasformano in virtuosi...»
«La rosa deve abbracciar la spada per costruir castelli e scavar trincee»
«-Mi manos eran rosas
para los yunques
tu cuerpo era el ocaso
de una campanada-
Hasta siempre comandante Che Guevara»





















Amore e Psiche del Canova
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domenica, 23 dicembre 2007

*Onirica1: Lady Rowena e la neve**

 

 

Nevica fitto e fa freddo; sosto un attimo sullo scalino del portone per guardare la piazzetta medioevale con i suoi edifici di mattoni rossi anneriti trasformarsi in un bianco paese delle fate.
Così decido di godermi la nevicata e di passare attraverso il parco per tornare a casa, anche se così facendo allungo la strada. Cammino a capo scoperto, senza ombrello, lasciando che i fiocchi mi bagnino il viso; a un certo punto non so resistere alla tentazione di uscire dal viale e inoltrarmi in un boschetto, per fare palle di neve da tirare a un povero fauno annerito dagli anni e dalle intemperie.

Due ragazzini mi notano, si mettono a ridere e iniziano a bombardarmi.
Mai divertita tanto fino a che cediamo le armi, io malconcia più di loro, con la neve fin dentro i pantaloni e infreddolita.
Penso al mio appartamento caldo, non lontano da lì, e al bagno bollente in cui mi immergerò.
Ora sento la stanchezza di una giornata iperattiva, in cui, come al solito, mi son nutrita in fretta, male e poco.
Con le ultime energie mi avvio quasi di corsa verso casa.
Apro la porta e accendo tutte le luci, ormai è quasi notte.
Guardo la segreteria, mentre scalciando tolgo gli stivali: ci sono otto messaggi.
Ho tenuto il cellulare spento, quindi sicuramente mi hai chiamato anche tu .
Stasera non ho voglia di te; stranamente la medicina solita, il sesso, che sei tanto abile a somministrarmi, non mi attira.

Tu mi fai l'amore per interrompere i silenzi che a volte tra noi pesano come macigni.

E io stasera, sarà la stanchezza, sarà la neve, voglio restare sola, per lasciare che i pensieri se ne vadano per conto loro, dentro una vasca d'acqua profumata e bollente.
Stacco i telefoni, mi spoglio nel solito caos, indosso un accappatotio morbido e caldo, e inizio a prepararmi il bagno ristoratore: aggiungo un'essenza di rose, quella che ho portato dalla Turchia insieme a molte altre, oleose e intense.
Vado nello studio, prendo il portatile, lo sistemo su una piccola scrivania vicina alla porta del bagno e mi collego: aspetto una mail , quella dell'uomo che a differenza di te non vedo mai; è a letto con l'influenza e questo gli permette di scrivermi più spesso, ma ora...nulla.
Delusa, lascio il  portatile acceso con il programma di posta aperto, che mi avvisase ci sono novità.

Mi guardo allo specchio, nel denso vapore della stanza: sto dimagrendo, se continua così i miei seni invece di guardare all'insù presto volgeranno malinconicamente lo sguardo verso terra.
Ricordarsi: studiare una dieta ipercalorica, una volta tanto prendersi cura del mio di corpo.
Entro nell'acqua e mi stendo con un sospiro di beatitudine.
Intanto dai vetri della finestra riesco ancora a vedere, nonostante il vapore, la neve cadere fitta...
Il sapone liquido e morbido mi avvolge, il profumo di rosa mi rende languida, il calore dell'acqua chiede e offre piacere.
Chiudo gli occhi, appoggiando la testa all'indietro sul bordo della vasca e lascio che le mani vaghino sul mio corpo con indolente lentezza. ...dai capezzoli al ventre fino al sesso...
E lì si fermano, per accarezzare e premere, mentre nella mia mente si accavallano immagini diverse, sfocate, non penso a nessun uomo o donna in particolare.
All'improvviso apro gli occhi con le membra contratte nell'attesa del piacere e le gocce di vapore sulle piastrelle mi paiono fiocchi di neve; così nell'attimo prima dell'orgasmo la schiuma che mi avvolge è neve, ci sono immersa, in tutto quel bianco...
 E finalmente una grande pace mi avvolge, rilasciando i muscoli e la tensione accumulata durante la giornata, che neppure la battaglia con i ragazzini ha saputo annullare.
Ora mi accorgo di scivolare in un piacevole dormiveglia, mentre la realtà si allontana sempre di più...ma perché non scrivi, sapessi che voglia ho di te, le tue parole attraverso la tastiera sono carezze, se fossi qui sapresti come stringermi, baciarmi, toccarmi, coccolarmi, farmi l'amore, ma perché...

Mi ritrovo in un bosco di pini e castagni : tutto è bianco intorno a me, nevica abbondantemente, il giorno si sta spegnendo.
Sto accovacciata nell'intrico dei rami appesantiti dalla neve di un pino gigantesco; sono completamente nuda, e il fatto non mi meraviglia per niente; ho  i capelli raccolti in una pesante treccia, una collana di pietre dure multicolori mi scende tra i seni e pesanti cavigliere ornate con ciondoli di strana foggia tintinnano a ogni piccolo movimento.
I fiocchi candidi che scendono dal cielo sono morbidi e caldi e io mi sento perfettamente a mio agio sopra quell'albero, nell'eccitante attesa di un evento straordinario che sono sicura non tarderà a manifestarsi; intanto guardo con divertimento i cristalli di neve splendenti simili a diamanti poggiarsi lievi come carezze sulla mia pelle olivastra di bruna.

 
All'improvviso mi arriva da lontano un rumore di vento e di acqua che si combattono. Riconosco la voce del Lock di Ness in burrasca e questi sono i boschi intorno alle sue rive, quelli che circondano il castello di Urquhart, nella contea di Inverness.
Dall'alto della mia postazione, aguzzando la vista, posso scorgere tra gli alberi la mole semidiroccata della fortezza, indistinta in mezzo alla neve; vedo che nella torre principale ancora intatta brilla una luce, un punto luminoso nel nero compatto della cupa muraglia.
Ora so perché mi trovo quì; ho un appuntamento al castello con l'uomo che aspetto da sempre; ma so anche che è pochissimo il tempo che ci è concesso per stare insieme : lui ha giurato fedeltà a un'altra donna.

 

 

Continua nel mio sito a questo indirizzo:

 

 

http://enrica21.interfree.it/onirica.html

 

postato da: m0rgause alle ore 08:55 | link | commenti (19)
categorie: onirica, narrativa
mercoledì, 19 dicembre 2007

Nevicava di Enricoan

 

Nel buio della sera

di rosso vestito

mi apparve il tuo sorriso

che prometteva amore
e le tue calze a rete, nere
come le sinuosità
carnali del tuo pube svelato
ai miei opachi sguardi,
centro dell'antico mistero
femmineo,
sublime rotondità
dei fianchi, porto sicuro
circondato dall'immensità
di burrascosi desideri
e baratri di voglie e rapimenti,
aperto mollemente
alle mie labbra ingorde,
che percorrevano
la tua pelle bianca,
candida come la neve
fuori, là nella campagna
e i dolci colli,
che si distendeva
sul muto paesaggio
infreddolito,
dove si spegnevano
i nostri fiati sazi
di follia sedata
dai ripetuti orgasmi,
nella tranquillità di una notte

celata pudicamente, ahimè!,

tra i bei ricordi.

 

enricoan

 

 

 

 

postato da: m0rgause alle ore 10:09 | link | commenti (17)
categorie: poesia, autori amici
venerdì, 14 dicembre 2007

*L'anima al diavolo**

 

[Tu]

puoi chiedermi in cambio

anche l’anima,

quando,

in ginocchio

tra le mie cosce,

convulse le mani a inchiodarmi

i fianchi,

passi e ripassi

implacabile

la lingua

sulla piccola

arsa collina

tra le labbra calde

saporose di femmina

per raccogliere,

nell’ultimo grido,

le umide perle

del mio improvviso

piacere.

 

postato da: m0rgause alle ore 11:58 | link | commenti (28)
categorie: poesia, confessione
domenica, 09 dicembre 2007

*Erostattoo**

 

 

Le mie gambe hanno scucito

gli orli

alla tua schiena,

ti hanno stretto  il collo

in un abbraccio

che sapeva di ghiaccio

e di furore.

Ora

frammenti di lussuria

e di angoscia restano

a memoria

tra la mia coscia

sinistra, quella con la rosa

tatuata

e la mia coscia destra

quella che ho tatuato

io

con un raggio di sole.

Frammenti di lussuria

si agitano verso il centro,

tra le rosse labbra

dell’accogliente delta

tra il respiro umido del mio slip,

 sì quello viola,

quello  color viola

di cielo.

 

 

 

 

postato da: m0rgause alle ore 10:26 | link | commenti (12)
categorie: poesia
mercoledì, 05 dicembre 2007

*Demoni di lussuria e forse d'amore**

 

 

I tuoi occhi severi dentro i miei mi costringono a guardare altrove.

Non riesco a sostenere il tuo sguardo.

Ma-nu-el: tre sillabe  a formare un triangolo vocale, il nu  si insinua in fondo al palato  accarezzato dalla lingua.

Come vorrei che al posto della sillaba ci fosse il tuo sesso, caldo, rigido, pronto a riempirmi  di carne e seme...

Guardo, sotto di noi, la pianura stendersi fino al mare, mentre il vento mi scompiglia i capelli.

Siamo qui soli, vicini, sui bastioni di questo castello che amo tanto: forse perché la mia antenata 

che lo abitò ti avrebbe costretto nel suo letto senza tante cerimonie.

Erano  secoli oscuri quelli,  il tempo dei lupi, quando ai potenti tutto era permesso e ogni peccato, anche il più grave, perdonato.

Invece io non ti avrò mai, lo so.

Ma se ti avessi, tu non sai, non puoi neppure immaginare che cosa ti farei.

Mentre parli, con quella voce pacata che mi fa impazzire e muovi le mani agili e nervose  per  indicarmi  paesi e ville lontane, io penso che ora , qui, in questa aria di temporale che ha fatto fuggire i rari turisti, vorrei togliermi  il maglione e i pantaloni per restarti nuda  di fronte con i seni morbidi e grandi che già si gonfiano al pensiero di te ... per poi  afferrarti una mano e portarla  tra le cosce  umide di voglia  e far delle tue dita una spada con cui mi trafiggeresti più e più volte, mentre...

finalmente la tua bocca sarebbe dentro la mia  e io febbrilmente ti frugherei nei pantaloni, trovandoti eccitato  e pronto.

Allora mi curverei in avanti  appoggiandomi al parapetto del torrione e ti chiederei affannata:

-Prendimi  con forza, scopami, per favore, per favore..-.

 e così dicendo con le mani mi allargherei per  te.

 E tu, le dita calde sui seni dai capezzoli ormai diritti e rigidi come soldati pronti alla battaglia,

 con un colpo solo  mi entreresti dentro e poi...

-Così, così, sì, amore mio così,  con colpi sempre più forti, dentro, fuori, il tuo viso nei miei capelli fino a che non moriamo dal piacere, tu sciolto dentro di me-

Dopo cercherei di tenerti dentro il più possibile, il più possibile...

 

Rispondo a una tua domanda con voce bassa,  quasi un sussurro, mentre benedico il vento che facendo dei miei capelli lunghi un velo, mi copre il rossore del viso e  il passare e ripassare frenetico della lingua sulle labbra.

 

 Tu non saprai mai quanto ti voglio in questo momento, amore mio impossibile, il tuo odore  mi ottenebra i sensi e la voglia di te, così brutale, incosciente, improvvisa mi spaventa e mi eccita in un insostenibile crescendo.

Io sul tuo sesso ci passerei la notte, ad accarezzarlo con le mani, la lingua, le labbra, forgiandone una  spada pronta a trafiggermi il cuore.

Berrei fino all’ultima goccia di te,  perché nulla del tuo seme prezioso andasse disperso.

Disfarrei le lenzuola con il tuo sudore, mi assopirei dentro l’odore della tua pelle.

Lo so che sai far l’amore come nessuno, che   sapresti come leccarmi, prepararmi, baciarmi per  penetrare tutti i buchi del mio corpo, che ti offrirei come su un altare pagano, in completo sballo di piacere.

Saprei  eccitarti come la puttana più esperta, inventandoti nuovi giochi amorosi, nuove carezze,

saprei come portarti fin sull’orlodell’orgasmo, per poi lasciarti lì, a spasimare,  fino a che tu non non mi chiedessi:

-Ora , per piacere, ora, non ce la faccio più-

 E dopo che mi avessi riempita....riprenderei  a leccarti tutto, dalla  bocca per i capezzoli fino al ventre  per finire di nuovo sul sesso morbido  e indifeso  e tu lo sentiresti questo desiderio prepotente , questa fame che non riesco a calmare , e saresti di nuovo eccitato, pronto  a divorarmi la fica grondante umori come una bocca che ha appena mangiato.

Amore cannibale, carne, seme, sudore, spezie.

Arriverei al piacere quasi subito, per voltarti la schiena e  accoglierti dietro, nel buchetto tra le colline gemelle e scoparti così, in lunghe onde di piacere...

lunghe, lunghissime onde...

 Faremmo l’amore per tutta la notte e tu staresti dentro di me fino alla fine dei secoli.

Non ce ne fregherebbe un cazzo di niente, ci saremmo solo io e te, con il mondo chiuso fuori dei nostri corpi sudati.

E ti abbraccerei forte, così forte da farti male, per sentire  il tuo cuore che batte contro il mio,

costringerei la tua anima con due manette di  seta per legarla  alla mia per sempre.

 

Amore mio, che continui a parlare e non sai... non sai che vorrei imprigionarti per mille ore nei miei  desideri proibiti, dove comanda Regina Lussuria.

Possibile che tu non senta il mio richiamo, la mia voglia di te che mi sfinisce?

 Io ti amo, nonostante...  contro tutto e tutti.

 Sono stanca di  adorare la tua assenza.

Vorrei morire sotto di te o sopra di te mentre mi stai dentro: me  ne andrei sfiorando il paradiso.

Lo so con sicurezza: io sono quella che tu hai sempre cercato.

Ci deve essere un modo per averti,  perché  non posso continuare  a starti vicino 

senza poterti toccare, tu non sai fino a che punto potrei arrivare....non lo sai.

Ma-nu-el :  triangolo di sillabe  che son già una scopata...

 

 

 

postato da: m0rgause alle ore 11:32 | link | commenti (13)
categorie: narrativa, confessione, degli impossibili amori
lunedì, 03 dicembre 2007

*Canzone del maschio e della femmina di Pablo Neruda**

 

 

La frutta dei secoli
che spreme il suo succo
nelle nostre vene.

La mia anima che si riversa nella tua carne
distesa
per uscire da te più buona,
il cuore che si spande,
si stira come una pantera,
e la mia vita, ridotta a schegge, che si annoda
a te come alla luce delle stelle!

Mi ricevi
come la vela il vento.

Ti ricevo
come il solco la semina.

Dormi sui miei dolori
se i miei dolori non ti bruciano,
legati alle mie ali,
che forse le mie ali ti porteranno,
raddrizza i miei desideri,
che forse compiangi la loro rotta.

Tu sei l'unica cosa che ho
da quando ho perso la mia tristezza!
Squarciami come una spada
o ricevimi come un'antenna!

Baciami,
mordimi,
incendiami,
che io vengo sulla terra
solo per il naufragio dei miei occhi di maschio
nell'acqua infinita dei tuoi occhi di femmina!

da 'Il fromboliere entusiasta'

 

 

 

postato da: m0rgause alle ore 11:40 | link | commenti (12)
categorie: poesia, scritti dautore
domenica, 02 dicembre 2007

*Foemina**

 

 

Qualche volta di notte

dopo l’amore,

quando   con labbra  avide

  cerchi sulle mie

il  nostro asprigno sapor

d’uvaspina

e le agili dita forzano 

le umide cosce

per accarezzar le labbra

di vermiglia orchidea

gonfie  d' ambigui baci

-il pasto  nudo-

mi par di vedere

i  tuoi  lunghi capelli,

ondulati fulvi serpenti

propaggini amorose

del tuo corpo

aggrovigliate in profusione

di miraggi,

raggiungere  la dea luna

per avvolgerla

in demoniache spirali,

lingue multicolori di fiamma

il cui bagliore m’acceca

mentre esplodo in schegge appuntite

 di piacere,

la mano a forzarti la nuca

sulla bocca golosa

che mi sta divorando.

 

 

a Elektra

 

 

postato da: m0rgause alle ore 09:59 | link | commenti (11)
categorie: poesia, i giorni di saffo