

Nel buio della sera
di rosso vestito
mi apparve il tuo sorriso
che prometteva amore
e le tue calze a rete, nere
come le sinuosità
carnali del tuo pube svelato
ai miei opachi sguardi,
centro dell'antico mistero
femmineo,
sublime rotondità
dei fianchi, porto sicuro
circondato dall'immensità
di burrascosi desideri
e baratri di voglie e rapimenti,
aperto mollemente
alle mie labbra ingorde,
che percorrevano
la tua pelle bianca,
candida come la neve
fuori, là nella campagna
e i dolci colli,
che si distendeva
sul muto paesaggio
infreddolito,
dove si spegnevano
i nostri fiati sazi
di follia sedata
dai ripetuti orgasmi,
nella tranquillità di una notte
celata pudicamente, ahimè!,
tra i bei ricordi.
enricoan

Quando t’innamorerai
me ne andrò.
Piano.
Come ombra
tra le fessure del giorno
e la policromia della notte.
Pulviscolo che non si solleverà.
Numeri che non si comporranno.
Solo
il muto passo dell’ago
che sfila dalla carne.
Solo
argentei tintinnii di tacchi
che evaporano dall’asfalto.
Svanirà afono
ogni ansimante e lussurioso ponte
che ora unisce le nostre terre.
Quando ti innamorerai,
quando non mi vorrai,
non mi volterò.
Ma ora sono qui.
Puttana
dai sensi di carta che bruciano
nelle tue voglie.
Avvolta
nell’infinito orgasmo
che mi concedi.
Ora sono qui.
Femmina grondante d’ancestrale sesso.
Ora non lesinare di me.
Ora non perdere ogni mio sussulto.
ogni infinito deformato istante
che ti fa star bene.
Ora braccami,
prendimi, sfibrami.
E non farti domande
sul confine tra giusto ed ingiusto
e sbilanciate emozioni.
Perchè io sono quello che vedi
e che tocchi
e che possiedi.
Ora sono qui
finchè vorrai
per farci godere.
Macridol

Stavo semi-sdraiato comodamente su una poltrona bassa fissando un punto imprecisato della parete.
L'arancione che dominava l'arredamento era rilassante, anche con la luce fioca avevo intravisto un raffinato copriletto di damasco che risplendeva come oro e delle grandi tende bianche di seta cruda che si muovevano a un vento caldo e leggero.
Lei sapeva che ero li, seduto accanto al letto, ma non mi aveva ancora visto.
Voltai lo sguardo e la studiai.
Era nuda, inginocchiata sul materasso morbido, accucciata, il volto racchiuso fra le braccia.
Guardai il profilo del suo corpo che indovinai immobile da parecchio in quella posizione innaturale e affascinante.
Era come una piccola duna di carne, pulita .
Le spalle strette, la schiena inarcata, le gambe raccolte.
E il sedere... il sedere poggiato umilmente sui piedi, che immaginai freddi.
Chiusi gli occhi e pensai ad altro, cercando di far passare il tempo, ma il suo respiro scandiva il silenzio.
Non potevo fare a meno di sentirlo, quel respiro: mi diceva che era tesa, forse spaventata ma terribilmente eccitata.
Tanto eccitata da essere bagnata, ne ero sicuro.
Allungai il dito e le sfiorai un gluteo, seguendone la forma. Un'onda di brividi minuscoli le increspò la schiena.
Non dovevo fare altro che aspettare, e lei avrebbe aspettato con me.
paoloberna

Quando da oriente il sole
Spoglia la notte
Torna il buio a colori
Nell'immaginazione
Faccio perciò ogni tanto
Un sopralluogo all'anima
Ad occhi chiusi
E gambe a fior di loto
Tu sei carne di femmina
Scompaginata al tocco
Della poesia
E dall'alba al tramonto
Ti è permesso
Di succhiarmi il cazzo
Di farlo vorticare
Nella tua fica rosa
Gorgo di miele bianco
Dolceamaro alla bocca
Come l'esistere
Lampo tra cuna e fossa
Orgasmo lento
Di sogni e di memoria
E puoi bere il mio vino
puoi approdarmi lo sguardo
In un gioco di mani
E corpi a nodo
Ma dal crepuscolo
Fino alla prima luce
Intreccio vago e felice
Il mio piccolo sole
E resto solo
Col cuore nudo e pieno
E il corpo muto
A cogliere l'essenza
Del riannodarsi l'anima
Sugli occhi
Calamo Inchiostrato