Blogger: m0rgause
Nome: enrica
Libera professionista con un amore sconfinato per la conoscenza scrivo come terapia antistress. Mi piace andarmene in giro con la fantasia a colorare il mondo. Il Rosso per me è il colore del sangue-la vita e la morte, il divieto, la paura, gli ideali- mi ci perdo dentro... da qui il mio primo blog ProfondoRosso.

Partecipano


m0rgause dixit:
«Il successo logora chi non ce l'ha- parafrasando Andreottiforever>>
«La mal-dicenza è sempre frutto dell'impotenza psichica o fisica oppure di tutte e due>>
«Vorrei tanto trascorrere un S.Valentino con AlCapone... »
«La castità è una cosa bellissima: per questo va lasciata per la vecchiaia»
«Le bugie hanno le gambe corte ma spesso riescono a percorrere molta strada»
«Amo i riflettori: la mia pelle non ha bisogno di cerone,non soffre della luce diretta e calda anzi risplende... »
«Non toglier mai agli uomini i loro giocattoli»
«Le idee intelligenti spesso muoiono di solitudine»
«Chi cerca se stesso trova la linea occupata»
«L'unico modo per non invecchiare è morire giovani»
« Incredibile la velocità con cui gli invidiosi si trasformano in virtuosi...»
«La rosa deve abbracciar la spada per costruir castelli e scavar trincee»
«-Mi manos eran rosas
para los yunques
tu cuerpo era el ocaso
de una campanada-
Hasta siempre comandante Che Guevara»





















Amore e Psiche del Canova
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venerdì, 09 maggio 2008

*Dipendenza carnale**

 

Dimmi, non è assurdo, inconcepibile, che lui non sia qui, vicino a me, che in questo momento non lo possa baciare, accarezzare, eccitare ed eccitarmi con il suo odore, per portarlo con la bocca all'orgasmo e sentirlo venire nel ventre?
Che non gli possa permettere di saccheggiare tutto il mio corpo, dai seni, al sesso,al sedere, in modo da saziarlo della mia carne, quanto e come vuole?
Che  non gli possa comprimere il fallo eretto tra i seni, per poterli poi pulire orgogliosamente  del suo seme?
Perchè non c'è la sua lingua dentro di me, quando tanto disperatamente la voglio a penetrarmi con perizia, facendomi sussultare dal piacere?
Perchè non lo posso stendere sulla schiena, mordicchiargli i capezzoli, leccargli l'ombelico e prenderlo in bocca fino a farlo mugolare per l'eccitazione per  salirgli sopra e permettergli di entrare lentamente dentro di me  per cavalcarlo con furia  fino ad abbattermi vinta sopra di lui?

... per poi scivolargli accanto e  restare distesi, vicini, a parlare di qualsiasi cosa anche degli angeli con naturale confidenza, mentre gli accarezzo il sesso, piccolo e indifeso, giusto così, per un eccesso di vitalità?


Perchè non posso farlo finire nella mia bocca, in modo che il suo sapore penetrante mi rimanga sulla lingua, e qualunque cosa mangi per un po’ sappia di lui?
Perchè non posso porgergli i seni da baciare per guardarlo quando succhia i capezzoli con l'espressione di un lattante, a occhi chiusi, schioccando con gusto la lingua sul palato per poi avvicinare il mio sesso dai riccioli umidi alla sua bocca, affinchè lo rovisti e lo divori, fino a che per tutto il corpo si diffondono spasmi di contrazioni quasi insopportabili?
Perchè non posso appoggiargli le gambe sulle spalle e lasciarmi guardare da lui, aperta, in modo freddo, distaccato, scostando le mie labbra di femmina, ed è talmente vicino che ne avverto il respiro e vengo senza neanche aver bisogno della sua lingua?
Perchè non è qui, per mettermi a pancia in giù e disegnarmi con le unghie sulle natiche decorazioni simili a quelle delle uova pasquali, fino a farne zampillare piccole gocce di sangue?
Perchè non è qui, per stringermi e dirmi :


-Sai Fede,  io non so stare con te e neppure senza di te; quando son lontano ti voglio da star male, quando sei con me ho paura di  questo amore così lungo, di questa mia dipendenza carnale...-


 Perchè non  possiamo  abbracciarci con la rabbia che è solo nostra  sibilando tutte le parole morbose e volgari che conosciamo, parole che riempiono la bocca, per poi prenderci con pudore, quasi timidamente?

Perchè non posso svegliarmi accanto a lui, preparargli, nuda, una opulenta colazione, sventolando le tette sopra le tazze di cioccolato caldo e il pane tostato, per poi, seduti vicini, occhiaie gloriose a testimoniare una notte memorabile, parlare stancamente di golosità, quanto è buona la sacher, come la divoreremmo volentieri e alla fine, sazi, guardarci negli occhi, scoppiare a ridere e ricominciare a far l'amore...?
Ma questa volta con una normalità assoluta che ci è quasi estranea, al ritmo regolare di una posizione angelica e l'unica perversione è quella delle lingue che si toccano.

Un far l'amore che dura a lungo, ma non è faticoso, non siamo mai stati così vicini, ci tocchiamo coi corpi così intimamente da lasciare tra noi uno spazio tanto esiguo che non riusciamo a farci passare una mano per accarezzarci, un far l'amore in cui si insinuano movimenti convulsi solo poco prima di raggiungere il piacere.


Perchè, perchè, perchè... sono stanca di pensare, potrei accarezzarmi, ma non voglio far l'amore da sola, io voglio lui e le sue dita non le mie, voglio la sua lingua e il suo sesso e da questo desiderio le mie mani non riusciranno davvero a liberarmi.
Domattina avrò di nuovo tutto sotto controllo,  ma intanto, dimmi, non è assurdo, inconcepibile, che io non possa....

 

 

 

 

postato da: m0rgause alle ore 21:12 | link | commenti (21)
categorie: narrativa, confessione, deros e di vita, kaos di vita
lunedì, 05 maggio 2008

*Senza fiato**

 

Non la rugiada che scivola tra i miei seni

accarezzati  dalle tue dita affamate,

non la calda resina  che cola dai miei  fianchi

esasperati,

non la mia voglia adesso comanda

ma la tua durezza che con fragili dita

percorro

e in morbide umide labbra

accolgo.

La tua voce mi implora:

ti regalo il miele di un orgasmo

gridato

con voce scomposta di torrente.

 

 

A my corazòn occulto

giovedì, 10 aprile 2008

*Fiorirono i miei fianchi**

 

Sepùlveda, in "Diario di un killer sentimentale", racconta di una ragazzetta che innamoratasi del killer-protagonista, uomo esperto d'armi e di letto, si trasforma, in poco tempo, in una donna affascinante.
E diventa la sua  gran fica francese.
Killer a parte, anche a me è successo qualche cosa di molto simile.
Una straordinaria (in tutti i sensi) avventura durata un anno.

 

In quell'anno con te

divenni donna:

fiorirono i miei fianchi

pieni del tuo calore

mentre lo sguardo si scioglieva

astuto

nelle molteplici esigenze

del piacere.

I seni si riempirono

spavaldi

ammiccando gloriosi

verso il cielo.

Mi sedusse

il frusciar della seta

sulla pelle

nel sortilegio delle scarpe

rosse

lucenti d’incanto e di fattura

[appuntite lame i tacchi

che poi ti avrebbero pugnalato

al cuore]

mentre

in delirio d'infantile

onnipotenza

ti rubavo la vita

se pur con labbra

poco esperte.

 

Ho fatto davvero un passo avanti

[allieva diligente

alla tua scuola ]

da bambina

a gran fica,

con un'anima in bilico

tra una bontà impietosa

e una malvagità innocente.

 

 

postato da: m0rgause alle ore 22:00 | link | commenti (26)
categorie: pensieri, poesia, confessione, deros e di vita
domenica, 30 marzo 2008

*Sfiorato e nudo cuore di femmina**

 

 

Sfiorato e nudo cuore di femmina

si fece all’improvviso tamburo

al ventre e alla gola,

aritmico in sistole e diastole,

nella fonda carezza del tuo sguardo.

 

Ricordi?

 

Cenammo all'aperto quella sera

sospesi sugli scogli d'ossidiana,

tra vasi di gerani cuore viola

e gialli grovigli di campanule,

protetti dai gelsomini fitti a mucchi

- incensi profumati di moschea -

e sontuose cardinalizie boungavillee

simili a lanterne rosse nell'aria

calda ed immobile.

 

Scavavo in silenzio

l’oro del melone

con il capo sfiorato

da una rondine marina in spola

tra il nido e la pineta.

 

Tra noiose storie di politica,

medicina, amori ed ovvietà,

spiandoti in silenzio tra le ciglia

adornavo per te i seni e il volto

di gioielli inesistenti

-guardami, sono la regina di Saba -

con innocentemalizioso garbo,

che ci faceva già complici

e mi esaltava.

 

Ora che la luce

non  confondeva più  gli aromi

del giardino,

riconoscevo i fiori respirandone

l'impalpabile nome, gli occhi chiusi,

il capo reclinato all'indietro

estranea ai vostri discorsi

fino a che il tuo odore,

forte e denso,

saturò l'aria,

consegnando  ai miei gesti

un’incoerenza meccanica

d'insostenibile desiderio.

 

E all’improvviso

fu inganno acustico la tua voce

perché eri già su di me

a sfiorarmi come per caso  il collo

con le labbra

mentre la tua mano

calda di febbre

frugava sotto la gonna...

 

postato da: m0rgause alle ore 22:12 | link | commenti (26)
categorie: pensieri, poesia, per te, deros e di vita
domenica, 09 marzo 2008

*Esserti sigaretta amore mio**

 

 

Una volta cominciavo le mie lettere d'amore

scrivendo

sai amore

era come prendere la rincorsa

per un salto nel vuoto

era un incipit

per rompere il ghiaccio.

Ora mi sento

veramente di ghiaccio

in questo freddo

che mi fa da madre,

e ti penso nei luoghi

più impensati

di quel paese in guerra,

magari allo Sheraton Hotel

di  Bagdad

miracolosamente intatto,

con  una ragazza

dai capelli nerissimi come i miei

abbronzato

come un forzato,

oppure qui, nel vicolo

che porta alla mia vecchia casa

dove giocavamo da bambini...

ma no, sei in qualche sperduto villaggio

di un altro mondo

nella polvere, in attesa,

a fumare

e a trastrullarti in pensieri  d’amore,

che tengon lontana la morte

-pensa al mio corpo, a quanto ti voglio adesso,ora, qui,

e sarai salvo-

o forse mi sei vicino

magari  a due passi

magari se guardassi dalla finestra potrei

indovinarti

dietro questa foresta

di aceri arrossati dal gelo.

Invece, gli occhi chiusi, i capelli  sugli occhi

per non vedere la paura di perderti,

voglio pensare di

esserti quella sigaretta

per entrare e uscire

dalla tua bocca

aspirata

respirata

e gustata.

E non m’importa se dopo

finisco in cenere.

Sarò cenere, amore,

e fumo

e il tuo odore.




 

 

 

 

 

 

giovedì, 07 febbraio 2008

*Uomo/Donna divisa a metà tra il prendere e il dare**

 

 

Che direbbe il grande Nessuno

se si decidesse  a parlare

agli uomini?

Mi farebbe ridipingere l’universo

con dita rosse del mio sangue

di femmina

oppure

prima che la notte si addormenti

innamorata

per svegliarsi fottuta

mi lascerebbe tatuare sulle cosce

spalancate

del cielo

quei toni violenti

di carni spiegazzate?

Sfera perfetta

uomo/donna

divisa a metà tra il prendere

e il dare

Paparino mi ha fatta

per essere

il tuo incrollabile muro

di Berlino

l’odiato spettro delle tue

inibizioni

il più oscuro e proibito

dei tuoi desideri.

 

-Non provare ad abbattermi

noi siamo incollati schiena

contro schiena-

 

C’è chi passa la vita nel sogno

di essere libero

io sono nata libera

e posso permettermi di  stare in ginocchio

tra le tue gambe

perché sono io il  grande Nobodaddy

l’uomo/donna

quando mi prendo da sola

e trovo  nel mio corpo i brillanti

purpurei colori

per ridipingere il mondo

con dita impiastricciate

che sanno di me.

 

Ora

amami come fossi un uomo,

mordimi le spalle,

dedichiamo questa notte

al rovescio della medaglia.

 

-Per essere la tua donna c’è tempo-

 

Credimi non è poi

così importante

-quando si scopa -

guardar negli occhi

chi non si ama.

 

 

 

 

 

 

postato da: m0rgause alle ore 09:15 | link | commenti (35)
categorie: poesia, kaos, deros e di vita, kaos per la libertà
sabato, 26 gennaio 2008

*SensO**

 

 

Abbiamo litigato ferocemenente.

Ci siamo preparati per la cena   già programmata  e impossibile da disdire tra insulti e accuse , le più senza fondamento.

Scendiamo le scale, uno avanti all’altro, in un  silenzio glaciale.

Prima di salire in macchina tu dici:

-Basta, sono stanco, finiamola qui-

e io, di rimando:

-Mi pare la cosa più giusta; non saprai mai quanto sei riuscito a stancarmi...-

 

Partenza; la macchina esce dal garage  alla velocità della luce; e nello stesso modo abborda la strada asfaltata;

-Vai piano, non intendo morire troppo giovane-

Sibilo io.

Ma tu non mi dai ascolto, tagli le curve, guidi con rabbia, le mani contratte sul volante, lo sguardo fisso di fronte a te.

E io guardo  quelle mani grandi, dalle dita lunghe, le articolazioni sporgenti;  

e non posso fare a meno di sentirle su di me , insieme alle tue labbra, ora così serrate,

mani e bocca lungo tutto il corpo ad accarezzare, esplorare, penetrare...

O Dio, meglio pensare ad altro, non è possibole, non può il sesso far dimenticare certe cose, mi ha offesa, va bé, l’ho fatto anche io, ma mi ha dato della stronza e  io dell’idiota, della stronza e della puttana e io  allora? gli  ho detto quello che ad un uomo fà più male:

-Con te  anche il piacere èun optional, fingo, fingo quasi sempre- quando anche un  sasso si accorgerebbe che non è vero.

 

Non è vero, perché io con te vado in Paradiso e oltre.

Ecco la verità.

Ora cambi marcia, anzi lo fai troppo di frequente, non usi i freni e il tuo  braccio sulla leva del cambio, con il pugno chiuso, mima l’amplesso,   avanti, indietro, in fondo,  sei violento, non usi la solita delicatezza...

E non posso fare a meno di pensarti eccitato ,  il tuo sesso si sostituisce al cambio e comincia a entrare dentro di me, a uscirne, più veloce, sempre più veloce, per poi rallentare il ritmo e ...

Mi agito sul sedile di pelle,  mi sto bagnando, inutile negarlo, ti voglio, la passera batte come un cuore, lo slip é incollato alle labbra glabre.

L’ho tosata per te, so quanto ti piace.

Cerco di ricordarmi le parole violente e offensive che ci siamo scambiati mentre  guardo di sottecchi il tuo profilo severo, da santo bizantino.

Non devo cedere per prima, ma se continui a guidare a questa velocità rischio di non avere più un’altra occasione per averti,  già..

 

Non ce la faccio a resistere oltre, faccio salire lentamente  la gonna, le mie gambe lunghe ti hanno sempre eccitato, le calze di questa sera poi, rosse e velatissime , con scarpe in tinta...

Niente, sei sempre muto e apparentemente  ti comporti come se io non ci fossi.

Mi agito  vistosamente, sospiro e poi decido di entrare in azione .

C’é una cosa che mi fa impazzire, prenderti in bocca quando guidi, ma ora è rischioso , non te l’aspetti ,  qui ci giochiamo la pelle.

Ma senza rischio la vita non è vita.

Così mi abbasso all’improvviso su di te, il viso tra le tue gambe, le dita frenetiche nei pantaloni.

-Ma che fai, sei diventata matta? Fede, nò, non puoi ridurre sempre tutto a questo, non puoi-

Ma la tua voce si incrina, perché le mie labbra hanno scoperto il tesoro: il tuo sesso è piccolo, morbido, indifeso, lo prendo in bocca come se fosse una grossa caramella, aspettando che in quel calore umido  si ingrossi gloriosamente.

Di nuovo un debole no, che finisce in un gemito, perché ...eccoti rigido, a battermi sul palato, mentre le labbra si tendono per avvolgerti tutto.

 

Ora esiste solo il caldo contatto  della mia lingua con questa carne viva dentro di me che

vuole essere liberata   attraverso il piacere che solo io posso darle.

Mi accorgo che stai per venire, intensifico  i movimenti e quando mi riempi la bocca del tuo seme lo trangugio, avida, perché il tuo è il gusto più buono del mondo, perché...

Ma non mi aspetto quello che succede ora; una brusca frenata ti fa uscire dalla mia bocca.

Mi spingi  sul sedile vicino  che abbassi, mi  alzi la gonna  e sfili gli slip  con movimenti rapidissimi.

Non mi rendo conto di quello che sta succedendo fino a che non ti ho addosso, in una posizione da contorsionisti.

Il kama-sutra a noi ci fa un baffo.

Con una mano mi apri la  fica mentre con l’altra  mi afferri la nuca.

Poi mi penetri con violenza, di nuovo rigido, tanto fa farmi male , mentre la tua lingua mi esplora la bocca alla ricerca di tracce  del tuo seme.

Ti piace gustare insieme i tuoi e i miei sapori.

Mi  fai l’amore come se fossi un nemico da distruggere, mentre mormori al mio orecchio, sui miei seni, un capezzolo in bocca:

-Allora, davvero non godi con me? davvero?-

non posso rispondere, perché sto per andare in paradiso, un tacco contro il volante, l’altro compresso  sulla la tua schiena.

E grido:

-Ti amo, davvero, dimentichiamo tutto, io...-

 

Il respiro è un rantolo, mentre continui a trafiggermi fino a  im