Blogger: m0rgause
Nome: enrica
Libera professionista con un amore sconfinato per la conoscenza scrivo come terapia antistress. Mi piace andarmene in giro con la fantasia a colorare il mondo. Il Rosso per me è il colore del sangue-la vita e la morte, il divieto, la paura, gli ideali- mi ci perdo dentro... da qui il mio primo blog ProfondoRosso.

Partecipano


m0rgause dixit:
«Il successo logora chi non ce l'ha- parafrasando Andreottiforever>>
«La mal-dicenza è sempre frutto dell'impotenza psichica o fisica oppure di tutte e due>>
«Vorrei tanto trascorrere un S.Valentino con AlCapone... »
«La castità è una cosa bellissima: per questo va lasciata per la vecchiaia»
«Le bugie hanno le gambe corte ma spesso riescono a percorrere molta strada»
«Amo i riflettori: la mia pelle non ha bisogno di cerone,non soffre della luce diretta e calda anzi risplende... »
«Non toglier mai agli uomini i loro giocattoli»
«Le idee intelligenti spesso muoiono di solitudine»
«Chi cerca se stesso trova la linea occupata»
«L'unico modo per non invecchiare è morire giovani»
« Incredibile la velocità con cui gli invidiosi si trasformano in virtuosi...»
«La rosa deve abbracciar la spada per costruir castelli e scavar trincee»
«-Mi manos eran rosas
para los yunques
tu cuerpo era el ocaso
de una campanada-
Hasta siempre comandante Che Guevara»





















Amore e Psiche del Canova
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mercoledì, 23 aprile 2008

*Ibisco della notte**

Lode a te,

mia signora ,

per  i seni di velluto e giada

che svettano alle viole delle punte

e cercano labbra e dita,

gesti e baci

di qualche tua misericordia,

per i tuoi fianchi larghi,

largo mare

ai turgidi ruscelli della voglia.

 

Lode a te,

mio ibisco della notte,

per le sacre colline in cui si perde

la dorata sabbia

della schiena,

per la calda promessa

del tuo ventre,

per il vicolo stretto in cui ritrovo

i peccati del mondo e le pietose

assoluzioni.

 

Lode a te, orgoglio dei miei occhi,

per la chiostra sapiente

dei tuoi denti,

per la rabbia del tuo mordere l'aria

dentro la primavera

dell'orgasmo,

per la tua saliva limpida di baci

nella claustrale antica

penitenza

di questo amore  rubato al paradiso.

 

postato da: m0rgause alle ore 09:54 | link | commenti (30)
categorie: poesia, foto dautore, i giorni di saffo
mercoledì, 13 febbraio 2008

*Oro di voglia**

 

 

Nel muschio argentato
tra le tue cosce brune
risplende l'oro di voglia.
Sei la Naiade nuda
del Canova
con il seno teso alla carezza
come una vela
mossa dal vento leggero
delle mie mani.
Giurano baci le labbra
nel dissennato sciogliersi
e nel crudele divorarsi.
Quando ti bevo
le tue gambe,
falene tremanti,
aprono e chiudono le ali
efelidate
attirate dalla luce
della mia bocca
che ingorda si nutre
del tuo oro di voglia,
rosa vermiglia
che non ha spine ma
solo gusto d'amore.
Arancia e mandorla amara

 

 

postato da: m0rgause alle ore 10:18 | link | commenti (28)
categorie: poesia, i giorni di saffo
domenica, 02 dicembre 2007

*Foemina**

 

 

Qualche volta di notte

dopo l’amore,

quando   con labbra  avide

  cerchi sulle mie

il  nostro asprigno sapor

d’uvaspina

e le agili dita forzano 

le umide cosce

per accarezzar le labbra

di vermiglia orchidea

gonfie  d' ambigui baci

-il pasto  nudo-

mi par di vedere

i  tuoi  lunghi capelli,

ondulati fulvi serpenti

propaggini amorose

del tuo corpo

aggrovigliate in profusione

di miraggi,

raggiungere  la dea luna

per avvolgerla

in demoniache spirali,

lingue multicolori di fiamma

il cui bagliore m’acceca

mentre esplodo in schegge appuntite

 di piacere,

la mano a forzarti la nuca

sulla bocca golosa

che mi sta divorando.

 

 

a Elektra

 

 

postato da: m0rgause alle ore 09:59 | link | commenti (11)
categorie: poesia, i giorni di saffo
domenica, 07 ottobre 2007

*Afrodita**

Il tuo alito è aroma di miele
chiodi di garofano
rose e mandorli in fiore,
cannella
di mele che cuociono.

La tua bocca soave è delizia
di pesca matura
e fragole di bosco,
le labbra piene dell'ambra odorosa
di carnose ciliege.

Baciare la tua setosa pelle
è assaporare il loto
e scordare tutto
nel fragrante respiro di erba
appena falciata.

L'incanto del tuo ombelico
è prezioso ricettacolo
di esotiche spezie,
rubini di melagrana
per i miei baci.

Le tue labbra di femmina
hanno la morbidezza zuccherina
della prugna,
la freschezza rugiadosa della menta
al mattino,
il corrotto profumo di rose
che si sprigiona da certe poesie.

Quali altri aromi vi indugino
lo sa solamente la lingua golosa
-proibito è il parlarne-
che lenta assapora
quella rosea segreta carne
di donna in amore

Versi liberamente ispirati a questo antico frammento d'Oriente :

Il suo alito è aroma di miele ai chiodi di garofano,
La sua bocca deliziosa come un mango maturo,
Baciare la sua pelle è assaggiare il loto,
L'incavo del suo ombelico è un ricettacolo di spezie.
Quali altri piaceri vi si adagino, lo sa la lingua,
Ma non può dirlo.

Srngarakarika, Kumaradadatta, XII sec.d.

postato da: m0rgause alle ore 18:33 | link | commenti (6)
categorie: poesia, i giorni di saffo
domenica, 30 settembre 2007

*Principessa di Harissa**

 

 

La tua bellezza ieri sera mi ha lasciata senza fiato.

In piedi, vicino alla grande  finestra aperta sul Porticciolo, circondata da un gruppo di amici, diffondevi una luce che sulle prime mi ha abbagliato, eclissando quella della stanza, pur ricca di lampade e lampadari.

Portavi un abito di seta, cortissimo, verde, che metteva in mostra le gambe lunghe e abbronzate dal sole della Riviera.

-Il verde  brillante di  una coppa di gelato alla menta  guarnito con l’oro di biscotti appena sfornati-

Nella notte afosa mi apparisti come un quadro dai colori così freschi,vivi, estivi, ghiotti, da farmi  ricordare, mentre ti ammiravo, un’antica canzone andalusa che lì per lì ho trasformato per te:

 

-Io sono tutta la poesia della frutta

e della verdura,

principessa di Harissa, regina del coriandolo

e dea del cardamomo,

ho la freschezza e il colore della lattuga,

il piccante del pepe.

La mia pelle ha la dolcezza e l’aroma dell’uva fragola,

la mia saliva è un miele

di cui son gelose le api,

il mio  ventre è una spiaggia di sabbia

fine

e il mio sesso un lukum succulento

che piange lacrime di zucchero-

 

Ti sei voltata verso  Giovanni e ho  notato la profonda scollatura posteriore dell’abito, che metteva in risalto la magnifica schiena.

Sorridevi alle parole che ti sussurrava con aria complice mentre un uomo che non conosco cercava di attirare la tua attenzione.

Notai come i capelli fulvi raccolti sulla nuca  mettessero in risalto la purezza minerale del viso.

Mettevi quasi a disagio, con il muro della tua perfezione che ti isolava dal resto di noi comuni mortali...

Forse avevo frainteso, non eri interessata a me, non in quel modo almeno, e ora  temevo di sembrarti sciocca con la mia infatuazione, perché percepivo in te un’abitudine alla lussuria, un’intelligenza del desiderio che mi imbarazzavano.

Improvvisamente ti sei chinata per riallacciare il cinturino di uno dei

sandali: l’elasticità del tuo equilibrio mi ha trasmesso  la vertiginosa certezza che tra quella gente vacanziera c’eri solo tu di interessante.

Ti venivo incontro con una lentezza da sonnambula, come chi è ipnotizzato da un oggetto prezioso di cui non potrà mai apprezzare per intero il valore.

 

Mi hai vista, sei scesa dallo sgabello  e abbracciandomi con un sorriso di giovane civetta che incoraggia un pretendente timido mi hai detto, baciandomi sulla guancia:

-Ben arrivata , ti stavo aspettando...abbiamo un appuntamento...

Andiamo nello studio, vieni-

Ti sei fatta strada  tra gli invitati con deliziosa insolenza, sicura di te, e io ho ammirato quel tuo mostrarti semi-nuda soltanto per rifiutare i desideri troppo spinti.

Crudele, perché inguainata in quell’abito corto eri più indecente che se non avessi avuto niente addosso.

Mi  affascinava il colore del tuo vestito: non era un verde congestionato, da volgare gelateria o  pasticceria, ma un colore squisito, elegante quanto un drappeggio: un verde da scatola di cioccolatini costosissimi e sontuosamente farciti.

Salimmo le scale e ci ritrovammo in un lungo corridoio dove le tende, bianche, sottili, parevano gonne di ballerine  di flamenco gonfiate dal libeccio.

A un certo punto  sei scivolata, davvero o per finta, non lo saprò mai, e ti sei aggrappata a me.

Così mi son trovata sotto le labbra la pelle profumata e serica della tua spalla nuda.

Ti ho abbracciata, baciando quel tessuto elastico, assaporando il tuo odore, piano piano su fino al lobo dell’orecchio...

Il tuo seno piccolo e sodo si adattava perfettamente alla mia mano, mentre un  ciuffo ribelle dei capelli mi  sfiorava la guancia.

Intanto strofinavi  con dolcezza il ventre contro il mio sorridendo con una sensualità torbida.

Era tutto grazia, delizia, sorpresa quello che scoprivo di te.

Persino il sudore che ti imperlava la nuca era profumato.

Con la fluidità dell’acqua ti lasciasti  andare tra le mie braccia.

E mentre con una mano ti sfioravo una scapola e con l’altra ti premevo la vita sottile e flessibile tu mi  premvi contro la porta della tua camera.

Dal piano di sotto arrivavano schiamazzi, risate, musica.

Ma  io avrei voluto che durasse in eterno quell’attimo in cui, mentre mi baciavi, le tue dita leggere e sicure hanno raggiunto l’inguine, per accarezzarmi, esigenti,  sotto la seta bianca degli slip...

 

 

 

postato da: m0rgause alle ore 19:38 | link | commenti (5)
categorie: narrativa, i giorni di saffo
sabato, 14 luglio 2007

*Sapore di femmina (a Elettra)**

 

Voglio un tuo bacio, non rubato tra due porte frettoloso e malaccorto,
ma dato e ricevuto dentro il sole.
Un bacio di bocca, un bacio di mano.
Voglio un lampo di caviglia snella, un palpito
della tempia, una traccia profumata di mango e mirtillo selvatico,
un battito di palpebra, una felicità trascinante,
un'eternità di carezze.
Voglio i tuoi seni, tesi dal desiderio, febbrili e imperiosi,francamente indecenti,
il cui orgoglio non conosce limiti nel dispensare magie. Voglio il tuo corpo tutto, di una esilità assassina, con muscoli lunghi e sottili
guizzanti sotto una pelle bianchissima,capace di delirar nel piacere cullato dal mio
che sa accarezzarti, berti, mangiarti, donarsi.
-Allora il collo si allunga, si libera della fatica, diviene interminabile perché una lingua possa percorrerlo in tutta la sua lunghezza,
il lobo dell'orecchio pulsa come il tuo ventre,
e la schiena delira mentre s'inventa nuovi suoni e brividi
per dire "ti desidero"-
Voglio il fiore che hai tra le cosce, caldo come una prugna sotto il sole,
con i petali simili a quelli di un'orchidea profumata di mare,
dove immergere le labbra, la lingua, per berti e gustare
-intero-
il tuo sapore di femmina eccitata.
Voglio sentire il tuo piacere montare con il mio
quando le labbra del ventre si baciano furiose, in movimento altalenante,
e la tua bocca si ciba, vorace, dei miei capezzoli , come ne suggesse latte.
Voglio amarti per respirar un amore senza vie d'uscita,
forse per perdere al gioco,
quando il cuore precipita dal trapezio più alto
senza una rete a proteggerne i volteggi,
e il frantumarmi in mille pezzi e il sopravvivere da storpia
sarà il prezzo da pagare per averti amata

postato da: m0rgause alle ore 10:23 | link | commenti (1)
categorie: confessione, i giorni di saffo
venerdì, 13 luglio 2007

*Donne al profumo di uva moscata**

Hai molti desideri nascosti

sotto la gonna bianca.

Da te emana

un tepore profumato

di uva moscata,

una seduzione sottile

che si inebria

di sè stessa

quasi con stupore.

Nuda,

la tua pelle riluce

in setoso drappeggio,

mentre cerchi le mie mani

con ingorda ostinazione,

per trascinarmi ben oltre

la calma incosciente

dei sensi appagati...

... .......................

Ora

è bello il tuo viso,

morbido e stanco

dopo l’amore,

avvolto di rugiada

come un frutto maturo

di prima mattina.

Accarezzandolo

a occhi chiusi,

vi leggo

l’assoluto, infantile piacere

d’aver volato con me

così in alto

per tornare infine

tra queste lenzuola

intatta, felice,

saziata,

i seni,

colline gemelle

percorse da minuscole

vene,

onde d’azzurro,

il ventre,

teso e accogliente,

spiaggia di sabbia

fine e dorata.

 

...Sono davvero molti

i desideri nascosti

sotto la tua gonna bianca,

albero carico di troppi frutti,

curvo sotto il peso

di mille e mille voglie.

 

 

 

postato da: m0rgause alle ore 22:15 | link | commenti (1)
categorie: poesia, i giorni di saffo