Blogger: m0rgause
Nome: enrica
Libera professionista con un amore sconfinato per la conoscenza scrivo come terapia antistress. Mi piace andarmene in giro con la fantasia a colorare il mondo. Il Rosso per me è il colore del sangue-la vita e la morte, il divieto, la paura, gli ideali- mi ci perdo dentro... da qui il mio primo blog ProfondoRosso.

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m0rgause dixit:
«Il successo logora chi non ce l'ha- parafrasando Andreottiforever>>
«La mal-dicenza è sempre frutto dell'impotenza psichica o fisica oppure di tutte e due>>
«Vorrei tanto trascorrere un S.Valentino con AlCapone... »
«La castità è una cosa bellissima: per questo va lasciata per la vecchiaia»
«Le bugie hanno le gambe corte ma spesso riescono a percorrere molta strada»
«Amo i riflettori: la mia pelle non ha bisogno di cerone,non soffre della luce diretta e calda anzi risplende... »
«Non toglier mai agli uomini i loro giocattoli»
«Le idee intelligenti spesso muoiono di solitudine»
«Chi cerca se stesso trova la linea occupata»
«L'unico modo per non invecchiare è morire giovani»
« Incredibile la velocità con cui gli invidiosi si trasformano in virtuosi...»
«La rosa deve abbracciar la spada per costruir castelli e scavar trincee»
«-Mi manos eran rosas
para los yunques
tu cuerpo era el ocaso
de una campanada-
Hasta siempre comandante Che Guevara»





















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giovedì, 17 aprile 2008

Ernesto doc. Guevara: la realtà e il mito

Ha ballato coi lupi ma la sua morte lascia aperte le porte del sogno...Per ascoltare la brava e bella nathalie cardone spegnere la musica... a destra sotto i ballerini di tango.

 

martedì, 25 marzo 2008

*Apocalypto** scritto e diretto da Mel Gibson

 

Corri Zampa di

Giaguaro la foresta

ha mille lance

 

il fratello combatte il

fratello senza pietà

 

corri guerriero

fuggi dal dio dei morti

che beve sangue

 

fitta pioggia di frecce

urli, cadi,dolore

 

rialzati corri

dio verde di foresta

il tuo coraggio

 

per salvare la donna

che ti donerà un figlio

 

lei partorirà

sotto la pioggia sacra

corri guerriero

 

la salvezza nel cuore

più fitto degli alberi

 

guarda sul mare

velieri  armati e croci

conquistadores

 

di una antica civiltà

già condannata a morte

 

 

 

 

Apocalypto (2006)  scritto e diretto da Mel Gibson.

Grande film e grandissimo Mel che come regista- molto discusso- gode della mia più accesa simpatia.

Il film si apre con una frase dello storico-scrittore Will Durant: una grande civiltà non viene conquistata fino a quando non si distrugge da sola dal di dentro che è poi la tesi sostenuta da Gibson.

Così, quando nel 1518, gli spagnoli "conquistadores" sbarcarono per la prima volta su una spiaggia dello Yucatàn, per portare la nuova civiltà, i Maya avevano già compiuto buona parte del lavoro ed erano pronti a esser sopraffatti.. Gibson, creativo geniale, corregge  così la tesi del paradiso naturalistico: in quel tempo l'Europa aveva il Rinascimento, i codici civili e la polvere da sparo; i Maya, al riparo da quel tipo di civiltà, non erano poi così felici.

Il giovane maya Zampa di Giaguaro vive dunque in modo primordiale: va a caccia, si diverte coi suoi amici, ha una moglie incinta e un bambino. Un giorno il suo villaggio viene assalito da una tribù più forte che ne fà strage. Insieme ad altri  Zampa di Giaguaro, che riesce a nascondere la famiglia in una grotta sotterranea, viene portato in un villaggio lontano dove sarà sacrificato al dio del sole. Riesce a fuggire, inseguito dai nemici.

Una corsa lunghissima,  che coinvolge  e affanna lo spettatore grazie anche alle  quattro cineprese  dotate degli ultimi accessori in digitale usate in  contemporanea dal regista.

Il guerriero  uccide i nemici uno a uno, torna al suo villaggio, salva miracolosamente la famiglia: mentre si dirge con moglie e  figli verso il cuore sicuro  della foresta  dall'alto di una collina vede due galeoni nella baia e alcune barche che si stanno avvicinando alla spiaggi :portano uomini con armi, insegne e croci.

Da ora in poi  la foresta sarà la sua casa.

Mentre nella Passione  Mel si era ritagliato molte possibilità di invenzione a cominciare dall'aramaico, qui  adotta addirittura una antica lingua , il maya yucateco, parlato tutt’ora– il film è a sottotitoli-  mentre i corpi  nudi offrono un'opzione di violenza estrema e crudeltà perfettamente  in linea con i riti religiosi   e propiziatori  maya di cui siamo a conoscenza.

Ricordo ancora la vegetazione umida e senza sole, nemica, e così folta che senti prima di vedere, ed è ormai tardi.

Apocalypto è un film molto importante. Per coraggio, per estetica e per forza in senso lato.

E’ stato ed è molto  discusso.

Per me fa già parte  della storia del cinema.

Perché Altman o Kubrick, tanto per nominar due grandissimi che stimo  oltre modo, erano d'altra epoca, facevano "altro" cinema.

con Mel siamo nel dopo Matrix: cioè mille anni avanti, che  nel cinema le rivoluzioni avvengono divorando il tempo.


 

 

 

 

 

 

martedì, 18 marzo 2008

*La stella rossa sul basco e La preghiera** con amore al CHE

 

La stella rossa sul basco

 

Hai ballato coi lupi, ma la tua morte
lascia aperte le porte del sogno.
 Sei stato un uomo vecchio e pulito,
morto giovane, sepolto nell'antichità della tua breve storia coraggiosa,
ricca di sentimento, avara di spessore politico.
Eroe tragico perché smentito dai fatti,
l’ultimo dei romantici con tre C:
-Crane, Coeur, Cojones –come scrisse J.Cornier,
il tuo mito resiste grazie e soprattutto  alle T-shirt
- la famosa fotografia di Korda,
 la stella rossa sul basco, ti ha trasformato per sempre nel poster di te stesso-
alle canzoni che piacciono ai turisti,
ma il tuo personaggio e  la tua vicenda
sono irripetibili
e improponibili nella loro arcaica spontaneità.
Oggi qualcuno scrive che tu puoi essere tutto per tutti, come la Coca Cola.
Ma le prigioni sono piene
di ex-giovani sepolti vivi nelle galere
che ti hanno voluto imitare
ignorando quello che  hai scritto testualmente:
-Crediamo in tutta sincerità che il terrorismo
sia un'arma negativa, che non produce in alcun modo
gli effetti sperati -
Mi piace pensare che tu, mio Comandante, doc. Ernesto Che Guevara,
abbia finito col trovare  un posto piccolo piccolo
dove consumare in pace
l'ingombrante memoria di  te stesso,
nel cuore certamente grande
del tuo Dio.

La preghiera del Che(renga)

 

ascoltami dio

sono rimasto solo

e sto morendo

 

stessa sorte ci toccò

tradimento e inganno

 

in transumanza

guerriera sulla Sierra

divenni il Che

 

uguaglianza di vita

promessa di libertà

 

io ci credevo

dio ci credo ancora

non è la fine

 

non so quando né dove

ma il Che ritornerà

 

fa che si parli

di me che si ricordi

il Comandante

 

che non muoia l’amore

per sorella Libertà.

 

 

Hasta siempre comandante Che Guevara




 

 

giovedì, 07 febbraio 2008

*Uomo/Donna divisa a metà tra il prendere e il dare**

 

 

Che direbbe il grande Nessuno

se si decidesse  a parlare

agli uomini?

Mi farebbe ridipingere l’universo

con dita rosse del mio sangue

di femmina

oppure

prima che la notte si addormenti

innamorata

per svegliarsi fottuta

mi lascerebbe tatuare sulle cosce

spalancate

del cielo

quei toni violenti

di carni spiegazzate?

Sfera perfetta

uomo/donna

divisa a metà tra il prendere

e il dare

Paparino mi ha fatta

per essere

il tuo incrollabile muro

di Berlino

l’odiato spettro delle tue

inibizioni

il più oscuro e proibito

dei tuoi desideri.

 

-Non provare ad abbattermi

noi siamo incollati schiena

contro schiena-

 

C’è chi passa la vita nel sogno

di essere libero

io sono nata libera

e posso permettermi di  stare in ginocchio

tra le tue gambe

perché sono io il  grande Nobodaddy

l’uomo/donna

quando mi prendo da sola

e trovo  nel mio corpo i brillanti

purpurei colori

per ridipingere il mondo

con dita impiastricciate

che sanno di me.

 

Ora

amami come fossi un uomo,

mordimi le spalle,

dedichiamo questa notte

al rovescio della medaglia.

 

-Per essere la tua donna c’è tempo-

 

Credimi non è poi

così importante

-quando si scopa -

guardar negli occhi

chi non si ama.

 

 

 

 

 

 

postato da: m0rgause alle ore 09:15 | link | commenti (35)
categorie: poesia, kaos, deros e di vita, kaos per la libertà
giovedì, 31 gennaio 2008

*Le mani del CHE** fotografate da René Burri

 

 

Le tue mani flautate sirene

calde tenaci penetranti

Stradivari di carne e sangue

-L’Oro del Reno sul mio corpo-

mi risuonavano dentro

nello splendore di un desiderio

gridato inespresso spasimato

taciuto richiesto

-la voglia incompresa, l’errore di spazio

e di tempo-

 

Le tue mani odorose di mate verdemare

gravide di sogni  bambini

crudeli

in una foresta asilo e madre di transumanza guerrigliera

erano

aquiloni di seta vermiglia sui miei seni

che si appuntavano al cielo in un’urgenza

di vita

 

Le tue mani giovani agili forti

impazienti disperate

profumavano le mie cosce del tuo sudore

al sapor di tabacco e polvere da sparo

nel tenero/violento affondare

in un corpo di donna

riposo di guerriero

in pace con la memoria di sé stesso.

 

Le tue mani si addormentavano su di me

nel nero denso di una notte afosa

alla luce fioca lenta sperduta

di una  luna affumicata dai vapori d’agosto.

 

Fu quando il sole si agghiacciò

in miseria

che le tue mani volarono nel cielo

dita  come rosse farfalle a dipingere nell’aria

il bellissimo volto di sorella  Libertà

 

 

Se io muoio non piangere per me, cammina sui miei passi e io  vivrò per sempre (E.Che Guevara)

 

 

http://www.youtube.com/watch?v=OYYKNnEMrG0

 

immagine creata da Kurtz

mercoledì, 23 gennaio 2008

*Guernica**

 

 

Guernica è una cittadina della Spagna Settentrionale (Biscaglia).Il 26 Aprile del 1937 la Luftwaffe (legione Condor)   con la collaborazione dei franchisti la rase al  suolo durante la guerra civile spagnola.

Hitler  allora sperimentò in Spagna le tecniche di bombardamento che sarebbero poi state massicciamente impiegate nella Seconda Guerra Mondiale-

Quello di Guernica fu un massacro  orrendo che ispirò a Picasso il famosissimo quadro...

Guernica:  tempera su tela, 349 X 776 cm rappresenta il momento dell’ira e del dolore dell’Artista, che fin dall’inizio della guerra si era schierato a favore del governo repubblicano.

L'emozione e la collera di Picasso per il massacro viene espressa  nell’opera con una visione drammatica di corpi sfatti, visi stravolti, intrecci di corpi d’animali e uomini,in uno sfondo privo di colore in cui echeggiano urla lancinanti.

Nulla è cambiato a tutt’oggi: Guernica  viene rasa al suolo e ricostruita ogni giorno per subir di lì a poco la stessa sorte, in un macabro gioco.

 

 

 

Guernica

 

-Le cose in fondo non van poi tanto male-

dici tu

che  hai lo sguardo viziato dai troppi guasti

del cuore.

E non vedi

-Giochi così bene a moscacieca con te stessa-

le carogne di  Stato,  i gioiellieri dalle  attizzanti vetrine

-Venghino signori, venghino, oggi la morte si  vende a modico prezzo-

dove rifulgono Kalashnikov, Dragunov e fiammeggia il Napalm,

il danaro consacrato agli  altari

da papali banchieri compiacenti,

i cartelli colombiani di neve appesi come trofei

in piazzetta a Portofino all’ora dell’aperitivo

con al seguito puttane

tornate vergini grazie al dio denaro

-Miracolo, miracolo, inchiniamoci-

prestidigitazioni di capi di stato

che si giocano ai bussolotti

mille &+ mille vite

chi disse: - Ho bisogno di un migliaio di morti

per sedermi al tavolo dei vincitori?-

che provano e riprovano il salto della quaglia

-Impiccagioni in prima visione che fanno tanto

audience, e poi Villon scriveva:

 

E non vi sdegni il nome

di fratelli,

anche se noi morimmo giustiziati.

Ma lui non conosceva  Starss & Bars.

Tu ti sei fottuta l’anima

per un palco in prima fila

che importa se i ventri dei  bambini di un altro mondo

si gonfiano

 

-  Stasera saremo in 13 a tavola... devo assolutamente trovare  un altro ospite...-

se 13 soldati stan sopra una ragazzina tredicenne

vietcong,

se 13  bombe mortaio sfracellano arti,

incendiano case

trasformandosi in sale sulle rovine,

se 13  son gli assassini che l’Agenzia “usa e getta”

manda a uccidere l’Uomo con la stella rossa...

 

Intanto tu per natale aggiungi

ai tuoi gioielli un’altra pantera

dal prezioso bestiario di Cartier.

La differenza tra noi due non è negli anni:

io aspetto ancora di vivere

tra tumultuose guerre di ingorda giovinezza,

tu di finire con il tuo orecchio tardo

e la tua vista corta

come quelli di una vecchia/non vecchia

che dalla sua stessa noiosa indifferenza

è stata spinta fuori dalla vita

-Giochiamo a moscacieca, dai...-

 

Tredici uomini sulla cassa di un morto

tredici uomini e una bottiglia di  rum...

 

 

venerdì, 13 luglio 2007

*Eccomi tra realtà e sogno... **

 

Il nick che ho scelto,  cinque anni fa, per scrivere nel Web  mi calza a pennello, lo sento addosso come una maschera perfetta, a volte mi sento davvero lei.

Morgause , nel ciclo arturiano,  era la sorellastra di Artù, che fece innamorare di sé Merlino, il Mago, l’unico a conoscere la magia del Grande Drago, quella dell’Essere e del Divenire , che permetteva di accedere  al Cuore stesso della Divinità.

Fu talmente abile nelle arti amorose – era bellissima, nera di capelli , occhi e pelle scuri , insolite caratteristiche per  il popolo di Britannia- e  così intelligente da riuscir a carpire al Mago il segreto   del Potere più grande.

Ottenuto quel che voleva, lo rinchiuse con una Magia che lui stesso le aveva insegnato in una caverna sotto il castello di Tintagel in Cornovaglia, dove pare  sia segregato tutt’ora.

E lei, la Maga dagli occhi d’ossidiana,   ebbe per sé  l'Eternità del sapere Supremo.

 Amò talmente Mordred il figlio avuto dal rapporto incestuoso  con il fratello Artù da far in modo che uccidesse il padre per impadronirsi del regno.

Ebbe l'immortalità e la giovinezza eterna, Regina incontrastata   dell'Oscuro.

Pare però che Merlino, alla fine, sia riuscito ad attirarla, con un tranello, nella sua grotta e a imprigionarla con lui per sempre.

Ma prima o poi Morgause la Strega tornerà, ne sono sicura.

Nella realtà ho una vita  reale da professionista in carriera,   dura, che ha obiettivi ben precisi da raggiungere, in un  ambiente che è ancora di dominio maschile.

E una vita segreta, quella del Web, della scrittura, dei sogni, degli amici di cui immagino il viso, magari sentendone solo la voce.

Son due mondi per me separati nettamente da un velo che mai, per nessun motivo, va sollevato; non devono interferire l’uno con l’altro.

Di questo sono convinta, tanto da avere un cellulare con un numero particolare solo per gli amici virtuali.

 Perchè si possa capire meglio quello che scrivo, dall’EroS  al  Kaos: io mi considero una guerrigliera  d’anima e di carne tanto nel reale che nel web.

Ma sogno anche  moltissimo, sempre a colori.  Ecco il perché dell’altro mio blog: Stregam0rgause.

Odio ferocemente l’ipocrisia, la finzione, il doppiogiochismo,   gli attentatori alla libertà, di ogni tipo e razza . E faccio  mio questo passaggio famosissimo di Sciascia da  “Il giorno della civetta”:

 

L'umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz'uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà... Pochissimi gli uomini; i mezz'uomini pochi, ché mi contenterei l'umanità si fermasse ai mezz'uomini... E invece no, scende ancora più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi... E ancora più in giù: i piglianculo, che vanno diventando un esercito... E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre...

 

Per me esistono solo i pochissimi uomini.

Scrivo come terapia antistress: per caso 5 anni fa ho scoperto che avrei anche potuto innamorarmi delle mie parole su un foglio bianco.

Infine se l’ EroS è il mio riposo del guerriero il KaoS è la mia battaglia quotidiana, che  andare contro spesso è molto difficile.

E ora buon divertimento  con stregaMorgause.

Se poi volete sapere  di più su di me  andate sul mio sito personale:

 

http:// enrica21.interfree.it/