

Il nick che ho scelto, cinque anni fa, per scrivere nel Web mi calza a pennello, lo sento addosso come una maschera perfetta, a volte mi sento davvero lei.
Morgause , nel ciclo arturiano, era la sorellastra di Artù, che fece innamorare di sé Merlino, il Mago, l’unico a conoscere la magia del Grande Drago, quella dell’Essere e del Divenire , che permetteva di accedere al Cuore stesso della Divinità.
Fu talmente abile nelle arti amorose – era bellissima, nera di capelli , occhi e pelle scuri , insolite caratteristiche per il popolo di Britannia- e così intelligente da riuscir a carpire al Mago il segreto del Potere più grande.
Ottenuto quel che voleva, lo rinchiuse con una Magia che lui stesso le aveva insegnato in una caverna sotto il castello di Tintagel in Cornovaglia, dove pare sia segregato tutt’ora.
E lei, la Maga dagli occhi d’ossidiana, ebbe per sé l'Eternità del sapere Supremo.
Amò talmente Mordred il figlio avuto dal rapporto incestuoso con il fratello Artù da far in modo che uccidesse il padre per impadronirsi del regno.
Ebbe l'immortalità e la giovinezza eterna, Regina incontrastata dell'Oscuro.
Pare però che Merlino, alla fine, sia riuscito ad attirarla, con un tranello, nella sua grotta e a imprigionarla con lui per sempre.
Ma prima o poi Morgause la Strega tornerà, ne sono sicura.
Nella realtà ho una vita reale da professionista in carriera, dura, che ha obiettivi ben precisi da raggiungere, in un ambiente che è ancora di dominio maschile.
E una vita segreta, quella del Web, della scrittura, dei sogni, degli amici di cui immagino il viso, magari sentendone solo la voce.
Son due mondi per me separati nettamente da un velo che mai, per nessun motivo, va sollevato; non devono interferire l’uno con l’altro.
Di questo sono convinta, tanto da avere un cellulare con un numero particolare solo per gli amici virtuali.
Perchè si possa capire meglio quello che scrivo, dall’EroS al Kaos: io mi considero una guerrigliera d’anima e di carne tanto nel reale che nel web.
Odio ferocemente l’ipocrisia, la finzione, il doppiogiochismo, gli attentatori alla libertà, di ogni tipo e razza . E faccio mio questo passaggio famosissimo di Sciascia da “Il giorno della civetta”:
L'umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz'uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà... Pochissimi gli uomini; i mezz'uomini pochi, ché mi contenterei l'umanità si fermasse ai mezz'uomini... E invece no, scende ancora più giù, agli ominicchi: che sono come i bambini che si credono grandi, scimmie che fanno le stesse mosse dei grandi... E ancora più in giù: i piglianculo, che vanno diventando un esercito... E infine i quaquaraquà: che dovrebbero vivere come le anatre nelle pozzanghere, ché la loro vita non ha più senso e più espressione di quella delle anatre...
Per me esistono solo i pochissimi uomini.
Scrivo come terapia antistress: per caso 5 anni fa ho scoperto che avrei anche potuto innamorarmi delle mie parole su un foglio bianco.
Infine se l’ EroS è il mio riposo del guerriero il KaoS è la mia battaglia quotidiana, che andare contro spesso è molto difficile.
E ora buon divertimento con stregaMorgause.
Se poi volete sapere di più su di me andate sul mio sito personale:
http:// enrica21.interfree.it/