

Strade, persone,
vetrine, fontane,
ombre, fantasmi,
respiro d’attesa.
Campo dei Fiori
si spegne nel rosso.
Poi finalmente
una stretta di mano
un sorriso
un ristorante alla moda
un piccolo tavolo
-la bella signora vuole una rosa?
signore compri una rosa
per la sua dama-
sorrisi d’intesa
le prede si annusano
accarezzo la rosa
mentre m’invento
una farfalla ubriaca
che danza sull’orlo
della coppa ricolma
un mambo diabolico.
-la magia dei cerchi nel grano -
Sorrisi, parole,
inutile gestualità.
Il desiderio serpente
corallo striscia ondeggiando
tra fiori,
posate
e mani
che lente
si sfiorano.
In un sorso galleggia
e scintilla
una foglia di rosa.
Moribonda
la farfalla impazzita
volteggia
nell’ultimo giro di ebbrezza.
Poi
è di cristallo
il cocchio veloce
che ci porta alla festa.
La nostra.
Sorrido
il cuore negli occhi
stanza 323:
tu mi prendi per mano.

Nevica fitto e fa freddo; sosto un attimo sullo scalino del portone per guardare la piazzetta medioevale con i suoi edifici di mattoni rossi anneriti trasformarsi in un bianco paese delle fate.
Così decido di godermi la nevicata e di passare attraverso il parco per tornare a casa, anche se così facendo allungo la strada. Cammino a capo scoperto, senza ombrello, lasciando che i fiocchi mi bagnino il viso; a un certo punto non so resistere alla tentazione di uscire dal viale e inoltrarmi in un boschetto, per fare palle di neve da tirare a un povero fauno annerito dagli anni e dalle intemperie.
Due ragazzini mi notano, si mettono a ridere e iniziano a bombardarmi.
Mai divertita tanto fino a che cediamo le armi, io malconcia più di loro, con la neve fin dentro i pantaloni e infreddolita.
Penso al mio appartamento caldo, non lontano da lì, e al bagno bollente in cui mi immergerò.
Ora sento la stanchezza di una giornata iperattiva, in cui, come al solito, mi son nutrita in fretta, male e poco.
Con le ultime energie mi avvio quasi di corsa verso casa.
Apro la porta e accendo tutte le luci, ormai è quasi notte.
Guardo la segreteria, mentre scalciando tolgo gli stivali: ci sono otto messaggi.
Ho tenuto il cellulare spento, quindi sicuramente mi hai chiamato anche tu .
Stasera non ho voglia di te; stranamente la medicina solita, il sesso, che sei tanto abile a somministrarmi, non mi attira.
Tu mi fai l'amore per interrompere i silenzi che a volte tra noi pesano come macigni.
E io stasera, sarà la stanchezza, sarà la neve, voglio restare sola, per lasciare che i pensieri se ne vadano per conto loro, dentro una vasca d'acqua profumata e bollente.
Stacco i telefoni, mi spoglio nel solito caos, indosso un accappatotio morbido e caldo, e inizio a prepararmi il bagno ristoratore: aggiungo un'essenza di rose, quella che ho portato dalla Turchia insieme a molte altre, oleose e intense.
Vado nello studio, prendo il portatile, lo sistemo su una piccola scrivania vicina alla porta del bagno e mi collego: aspetto una mail , quella dell'uomo che a differenza di te non vedo mai; è a letto con l'influenza e questo gli permette di scrivermi più spesso, ma ora...nulla.
Delusa, lascio il portatile acceso con il programma di posta aperto, che mi avvisase ci sono novità.
Mi guardo allo specchio, nel denso vapore della stanza: sto dimagrendo, se continua così i miei seni invece di guardare all'insù presto volgeranno malinconicamente lo sguardo verso terra.
Ricordarsi: studiare una dieta ipercalorica, una volta tanto prendersi cura del mio di corpo.
Entro nell'acqua e mi stendo con un sospiro di beatitudine.
Intanto dai vetri della finestra riesco ancora a vedere, nonostante il vapore, la neve cadere fitta...
Il sapone liquido e morbido mi avvolge, il profumo di rosa mi rende languida, il calore dell'acqua chiede e offre piacere.
Chiudo gli occhi, appoggiando la testa all'indietro sul bordo della vasca e lascio che le mani vaghino sul mio corpo con indolente lentezza. ...dai capezzoli al ventre fino al sesso...
E lì si fermano, per accarezzare e premere, mentre nella mia mente si accavallano immagini diverse, sfocate, non penso a nessun uomo o donna in particolare.
All'improvviso apro gli occhi con le membra contratte nell'attesa del piacere e le gocce di vapore sulle piastrelle mi paiono fiocchi di neve; così nell'attimo prima dell'orgasmo la schiuma che mi avvolge è neve, ci sono immersa, in tutto quel bianco...
E finalmente una grande pace mi avvolge, rilasciando i muscoli e la tensione accumulata durante la giornata, che neppure la battaglia con i ragazzini ha saputo annullare.
Ora mi accorgo di scivolare in un piacevole dormiveglia, mentre la realtà si allontana sempre di più...ma perché non scrivi, sapessi che voglia ho di te, le tue parole attraverso la tastiera sono carezze, se fossi qui sapresti come stringermi, baciarmi, toccarmi, coccolarmi, farmi l'amore, ma perché...
Mi ritrovo in un bosco di pini e castagni : tutto è bianco intorno a me, nevica abbondantemente, il giorno si sta spegnendo.
Sto accovacciata nell'intrico dei rami appesantiti dalla neve di un pino gigantesco; sono completamente nuda, e il fatto non mi meraviglia per niente; ho i capelli raccolti in una pesante treccia, una collana di pietre dure multicolori mi scende tra i seni e pesanti cavigliere ornate con ciondoli di strana foggia tintinnano a ogni piccolo movimento.
I fiocchi candidi che scendono dal cielo sono morbidi e caldi e io mi sento perfettamente a mio agio sopra quell'albero, nell'eccitante attesa di un evento straordinario che sono sicura non tarderà a manifestarsi; intanto guardo con divertimento i cristalli di neve splendenti simili a diamanti poggiarsi lievi come carezze sulla mia pelle olivastra di bruna.
All'improvviso mi arriva da lontano un rumore di vento e di acqua che si combattono. Riconosco la voce del Lock di Ness in burrasca e questi sono i boschi intorno alle sue rive, quelli che circondano il castello di Urquhart, nella contea di Inverness.
Dall'alto della mia postazione, aguzzando la vista, posso scorgere tra gli alberi la mole semidiroccata della fortezza, indistinta in mezzo alla neve; vedo che nella torre principale ancora intatta brilla una luce, un punto luminoso nel nero compatto della cupa muraglia.
Ora so perché mi trovo quì; ho un appuntamento al castello con l'uomo che aspetto da sempre; ma so anche che è pochissimo il tempo che ci è concesso per stare insieme : lui ha giurato fedeltà a un'altra donna.
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