Blogger: m0rgause
Nome: enrica
Libera professionista con un amore sconfinato per la conoscenza scrivo come terapia antistress. Mi piace andarmene in giro con la fantasia a colorare il mondo. Il Rosso per me è il colore del sangue-la vita e la morte, il divieto, la paura, gli ideali- mi ci perdo dentro... da qui il mio primo blog ProfondoRosso.

Partecipano


m0rgause dixit:
«Il successo logora chi non ce l'ha- parafrasando Andreottiforever>>
«La mal-dicenza è sempre frutto dell'impotenza psichica o fisica oppure di tutte e due>>
«Vorrei tanto trascorrere un S.Valentino con AlCapone... »
«La castità è una cosa bellissima: per questo va lasciata per la vecchiaia»
«Le bugie hanno le gambe corte ma spesso riescono a percorrere molta strada»
«Amo i riflettori: la mia pelle non ha bisogno di cerone,non soffre della luce diretta e calda anzi risplende... »
«Non toglier mai agli uomini i loro giocattoli»
«Le idee intelligenti spesso muoiono di solitudine»
«Chi cerca se stesso trova la linea occupata»
«L'unico modo per non invecchiare è morire giovani»
« Incredibile la velocità con cui gli invidiosi si trasformano in virtuosi...»
«La rosa deve abbracciar la spada per costruir castelli e scavar trincee»
«-Mi manos eran rosas
para los yunques
tu cuerpo era el ocaso
de una campanada-
Hasta siempre comandante Che Guevara»





















Amore e Psiche del Canova
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mercoledì, 23 gennaio 2008

*Guernica**

 

 

Guernica è una cittadina della Spagna Settentrionale (Biscaglia).Il 26 Aprile del 1937 la Luftwaffe (legione Condor)   con la collaborazione dei franchisti la rase al  suolo durante la guerra civile spagnola.

Hitler  allora sperimentò in Spagna le tecniche di bombardamento che sarebbero poi state massicciamente impiegate nella Seconda Guerra Mondiale-

Quello di Guernica fu un massacro  orrendo che ispirò a Picasso il famosissimo quadro...

Guernica:  tempera su tela, 349 X 776 cm rappresenta il momento dell’ira e del dolore dell’Artista, che fin dall’inizio della guerra si era schierato a favore del governo repubblicano.

L'emozione e la collera di Picasso per il massacro viene espressa  nell’opera con una visione drammatica di corpi sfatti, visi stravolti, intrecci di corpi d’animali e uomini,in uno sfondo privo di colore in cui echeggiano urla lancinanti.

Nulla è cambiato a tutt’oggi: Guernica  viene rasa al suolo e ricostruita ogni giorno per subir di lì a poco la stessa sorte, in un macabro gioco.

 

 

 

Guernica

 

-Le cose in fondo non van poi tanto male-

dici tu

che  hai lo sguardo viziato dai troppi guasti

del cuore.

E non vedi

-Giochi così bene a moscacieca con te stessa-

le carogne di  Stato,  i gioiellieri dalle  attizzanti vetrine

-Venghino signori, venghino, oggi la morte si  vende a modico prezzo-

dove rifulgono Kalashnikov, Dragunov e fiammeggia il Napalm,

il danaro consacrato agli  altari

da papali banchieri compiacenti,

i cartelli colombiani di neve appesi come trofei

in piazzetta a Portofino all’ora dell’aperitivo

con al seguito puttane

tornate vergini grazie al dio denaro

-Miracolo, miracolo, inchiniamoci-

prestidigitazioni di capi di stato

che si giocano ai bussolotti

mille &+ mille vite

chi disse: - Ho bisogno di un migliaio di morti

per sedermi al tavolo dei vincitori?-

che provano e riprovano il salto della quaglia

-Impiccagioni in prima visione che fanno tanto

audience, e poi Villon scriveva:

 

E non vi sdegni il nome

di fratelli,

anche se noi morimmo giustiziati.

Ma lui non conosceva  Starss & Bars.

Tu ti sei fottuta l’anima

per un palco in prima fila

che importa se i ventri dei  bambini di un altro mondo

si gonfiano

 

-  Stasera saremo in 13 a tavola... devo assolutamente trovare  un altro ospite...-

se 13 soldati stan sopra una ragazzina tredicenne

vietcong,

se 13  bombe mortaio sfracellano arti,

incendiano case

trasformandosi in sale sulle rovine,

se 13  son gli assassini che l’Agenzia “usa e getta”

manda a uccidere l’Uomo con la stella rossa...

 

Intanto tu per natale aggiungi

ai tuoi gioielli un’altra pantera

dal prezioso bestiario di Cartier.

La differenza tra noi due non è negli anni:

io aspetto ancora di vivere

tra tumultuose guerre di ingorda giovinezza,

tu di finire con il tuo orecchio tardo

e la tua vista corta

come quelli di una vecchia/non vecchia

che dalla sua stessa noiosa indifferenza

è stata spinta fuori dalla vita

-Giochiamo a moscacieca, dai...-

 

Tredici uomini sulla cassa di un morto

tredici uomini e una bottiglia di  rum...

 

 

venerdì, 19 ottobre 2007

*Virginia contessa di Castiglione**

 

 

La contessa Virginia di Castiglione(1837-1899) qui sopra ritratta in un quadro di scuola piemontese fu donna bellissima, sì, ma tutt’altro che “una statua di carne”, come la definì la principessa di Metternich.

Virginia oggi ci appare come uno dei pochissimi esempi di donna  politica: seppe infatti usar del suo fascino indiscusso per riuscir nella più sottile della Arti: quella diplomatica.

Attrasse nella sua scia di femmina non solo bellissima e intelligente ma anche dotata di un  alto potenziale erotico gli uomini più famosi del suo tempo: da Napoleone III a Vittorio Emanuele II, da Cavour a Bismark, da Thiers a Rothschild a Poniatowski, ai duchi d’Auleme e di Chartres.

Amante e amica di sovrani e principi la Castiglione seppe creare in vita la propria leggenda sempre presente come fu sia nelle alcove reali  e in quelle di chi allora deteneva il potere economico sia  in quelle feste sfarzose dove la gioia di vivere e di arricchire che caratterizzò il Secondo Impero pareva dovesse durare in eterno.

Innamorata di sé stessa  considerava la propria bellezza un privilegio da conquistare, anche solo come godimento degli occhi.

-Vedermi mio malgrado è come derubarmi- disse, appena ventenne e già amante di Napoleone III...

Arrivò al punto di distruggere un dipinto, un suo ritratto, una tela stupenda di Paul Baudry per  non  avere una rivale che la superasse in bellezza, anche se quella rivale  era lei medesima.

Qualcuno disse che quando Virginia appariva in un salotto splendeva improvviso il sole. Quando se ne andava calava la notte.

Ovviamente invidiata da tutte le dame di corte,  e soprattutto dall’Imperatrice Eugenia , la Divina Castiglione, come fu chiamata, restò sempre fedele al suo motto:

-Le eguaglio per nascita. Le supero per bellezza. Le giudico per ingegno-

postato da: m0rgause alle ore 17:08 | link | commenti (5)
categorie: personaggi famosi, saggio, quadri dautore
giovedì, 23 agosto 2007

*La sensuale carnalità di Leonardo**

 

 

Nel 2005 è tornata alla luce un'opera finora sconosciuta di Leonardo da Vinci (1452-1519).

È un ritratto di eccezionale bellezza di una inconsueta e incantevole Maria Maddalena, che quasi un secolo fa, prima della sua scomparsa, era stata attribuita al Giampietrino, un seguace del geniale artista-scienziato del Rinascimento.

 La tavola mostra il busto nudo della santa che nella mano destra tiene un velo all'altezza del ventre.

A sostenere che la nuova Maria Maddalena va attribuita invece a Leonardo è uno dei massimi esperti dell'opera del maestro di Vinci, il professor Carlo Pedretti, 77 anni, direttore dell'Armand Hammer Center for Leonardo Studies dell'Università della California a Los Angeles.
Il dipinto fa parte di una collezione privata ed è custodito in Svizzera

L'opera, di piccole dimensioni (58 centimetri per 45), fu dipinta intorno al 1515, quattro anni prima della morte di Leonardo.

 

La tavola di Maria Maddalena  rende omaggio alla bellezza femminile, trasformando la Santa in un’icona di bellezza e sensuale carnalità.

 La veste aperta espone lo splendido busto nudo che la mano destra copre con un velo solo all’altezza del ventre, mentre la sinistra, più sotto, stringe un lembo del mantello in modo misterioso, come se la veste fosse stata in un primo tempo la giara dell’unguento con cui Maddalena unge e profuma i piedi di Cristo dopo averli lavati.

In quest’opera la mano di Leonardo si  riconosce nella sua piena maturità espressiva nel trattamento del paesaggio e nell’eccezionale tecnica di esecuzione, mediante la quale riesce a dar gioiosa vita  allo splendido corpo ritratto.

 

 

postato da: m0rgause alle ore 10:46 | link | commenti (6)
categorie: saggio, quadri dautore
mercoledì, 18 luglio 2007

*L'erotismo di Klimt**

Danae e la pioggia d’oro

 

L’erotismo di Klimt

 

L’eros di Klimt  si riveste d’oro, sete pregiate e coloratissime, gioielli.

Oltre la Dane qui sopra, ricordo “Il bacio” e “Giuditta”.

Per il Pittore  la donna è un tesoro,  una divinità da ricoprir del nobile metallo e di pietre preziose.

Il quadro di Danae e la pioggia d’oro  è quanto di più erotico sia mai stato dipinto.

Il fiume dorato tra le cosce della donna– la  cui figura  è un uovo perfetto, simbolo della fertilità- proveniente dai lombi di un dio è mille volte più sensuale  di ogni amplesso, è il seme eiaculato  che diventa prezioso più della vita stessa.

Infine il sorriso di Danae  dormiente,  ammiccante e ingenuo insieme,  è quello di una giovanissima femmina  immersa in un sogno  di divino Piacere.

 

postato da: m0rgause alle ore 07:59 | link | commenti (2)
categorie: pensieri, quadri dautore