

Paolina Bonaparte ritratta da Francois-Joseph Kinson(1808)
Nata il 20 Ottobre del 1780 morta il 9 Giugno del 1825 Paolina Borghese Bonaparte è ricordata in tutto il mondo come la Venere Vincitrice scolpita in levigatissimo marmo da Antonio Canova.
Incantevole, insaziabile, sfrenata, imperiosa, la sorella preferita del generale Bonaparte fu definita”una amorosa superba destinata a entrare nella storia come un Don Giovanni in abiti femminili”.
Di Don Giovanni ebbe l’intelligenza e l’impudenza libertina; due volte sposa ma collezionista di amanti, un giorno, femminista ante litteram proclamò con fermezza:
-Il matrimonio è per le donne qualche cosa a cui non si può sfuggire, ma l’amore è ben altro.
L’amore è un nostro diritto, anche se purtroppo è ancora chiuso dentro la Bastiglia.
Noi donne avremmo mai il nostro 14 Luglio?-
La parabola della vita di Paolina, sullo sfondo della storia europea della fine del ‘700 e del primo ‘800 può essere dipinta come una grande tela gotica, dominata dall’erotismo e racchiusa entro una splendida cornice barocca.
Al fratello Paolina fu profondamente legata: la sua alcova è stata il “gran canale diplomatico dell’impero” di Napoleone.
Per lui fu una confidente, un’amica e una spia instancabile e accentratrice tanto che si malignò sull’esistenza tra i due di un rapporto incestuoso.
Per finire, che tempestosa, sismica, amorosa e lussuriosa vita fu quella di Paolina Bonaparte Leclerc Borghese.
A chi fosse interessato consiglio il libro di Antonio Spinosa:
Paolina Bonaparte, l’amante imperiale.
In questo testo Spinosa narratore egregio, storico spregiudicato e arguto, ci lascia di Paulette un ritratto davvero indimenticabile.

La Venere Vincitrice del Canova

Khajuraho è senza ombra di dubbio una delle più importanti mete artistiche dell'India, seconda solo al Taj Mahal di Agra.
Qui sorgono i famosi templi sikhara dalle sculture erotiche eretti sotto la dinastia dei Chandela, dinastia che conobbe il suo massimo splendore nei secoli X e XI.
I templi sono costruiti in pietra arenaria e, contrariamente alla consuetudine di proteggerli con mura, a Khajuraho poggiano sul terreno libero, leggermente elevati, quasi nel tentativo di volerli sollevare dalle pene terrene.
Degli 85 templi costruiti dai Chandela, oggi ne rimangono solo 30.
Le numerose sculture che adornano i templi di Khajuraho sono una delle più alte espressioni artistiche del Tantrismo.
Le sculture che adornano le parti superiori dei templi sono rappresentazioni del "mithuna", l'accoppiamento degli dei che genera l'energia vitale.
Si possono osservare anche sculture di animali fantastici, danzatrici e ninfe.
Le rappresentazioni nella parte inferiore, vicino alla piattaforma su cui
appoggiano i templi, sono invece delle pure e semplici sculture erotiche, una celebrazione dell'amore che tanta parte ha nella vita dell'uomo.
Ho una vera passione per l'eros, in tutte le sue espressioni : per me far l'amore è produrre energia vitale, assumerne, fondersi con il tutto.
E questi templi sono una vera meraviglia architettonica, la più alta espressione dell'eros e della vita che l'uomo abbia mai innalzato agli dei.
Definire pornografiche queste sculture é tipico di una civiltà ( e di una religione) come la nostra che ha separato l'uomo dall'Universo, dandogli una centralità che non gli spetta e che lo danneggia, perché gli impedisce di entrare nel fluire eterno della Vita, in ogni sua forma.
Per meglio illustrarle, ho scelto gli scritti di due esperti, Sergio Fiucci e René Scheidegger.
Continua, con testo e foto, nel mio sito a questo indirizzo:
http://enrica21.interfree.it/india.html
